“Banco della competenza” la nuova iniziativa della lista UNITI PER CAMBIARE

Nasce il banco della competenza, iniziativa promossa dalla lista UNITI PER CAMBIARE del candidato sindaco del centrosinistra Claudio Corvatta , che si propone di raccogliere le esperienze e le competenze della “società civile” tutta, nella stesura e nell’ampliamento del loro programma elettorale.

Banco della competenza verterà su Ambiente, Urbanistica, salute, servizi sociali , cultura , partecipazione , tematiche legali , terza età e infine informatica .

Per quest’ultima, scelta come primo argomento di dibattito, pubblichiamo di seguito un estratto fornito dalla lista Uniti per Cambiare

Informatica e pubblica amministrazione

Negli ultimi anni si è prepotentemente aperta una nuova visione del mondo informatico il cosidetto Open Source, software libero da copyright sviluppato da comunità di programmatori e messo a disposizione degli utenti a costo (quasi)  zero.

Nell’ambito della pubblica amministrazione non si è recepito completamente questo indirizzo (salve qualche virtuosa eccezione) principalmente per due motivi:

    la scarsa preparazione di chi deve decidere e non ha la voglia od il tempo di approfondire l’argomento;

    la dolente nota dei rapporti fra gli amministratori ed i fornitori di software che spesso “ispirano” i bandi di gara sulla base delle caratteristiche del proprio prodotto.

Su proposta di Agorà Digitale, associazione che promuove la cultura dell’Open Source nella  P.A. l’attuale governo ha modificato il comma D dell’articolo 68 del Codice dell’Amministrazione Digitale che ora obbliga tutte le pubbliche amministrazioni almeno alla «valutazione» del software libero nei  bandi di gara.

Questo aspetto (ancora realmente solo formale) è però un segnale serio che va preso in considerazione, in quanto permette alle amministrazioni una reale valutazione del software Open Source.

Tale valutazione deve essere effettuata sulla base di alcune regole generali che attengono al software nella pubblica amministrazione in particolare mi soffermo su queste (Codice Amministrazione Digitale vigente D.L. 7 marzo 2005, n. 82):

    garanzia di pluralismo e concorrenza;

    garanzie delle norme sulla privacy;

    accessibilità (anche ai sensi della Legge 4/2004);

    sicurezza dei dati;

    trasparenza;

    facilità d’uso;

    possibilità di collegamento ed interfacciamento a procedure esistenti;

    proprietà del software custom (come richiesto dall’art. 69 del Codice dell’Amministrazione Digitale);

    garanzia di standard aperti(almeno a livello dati utilizzando formati standard).

Senza entrare nel merito tecnico, possiamo dire che se i punti sopra riportati mancano totalmente o parzialmente, la nostra migrazione al software Open Source sarà pressochè impossibile o avrà tali costi di avviamento da far tremare i polsi in momenti come questi.

Non conosco la realtà del Comune di Civitanova Marche e quindi mi tengo sul generale, ma lavorando da anni nel mondo dell’informatica conosco altre realtà in Italia dove i problemi sono simili, in linea di massima si potranno migrare verso soluzioni Open Source in tutte le parti della macchina amministrativa comunale dove sia necessario l’uso di software documentale (per intenderci l’uso di Elaboratori di testo, fogli di calcolo, piccoli database di appoggio) al posto di altre soluzioni le cui licenze costano molto care con un possibile risparmio sino al 70%.

L’utilizzo di software libero anche a livello di sistema operativo è un sicuro risparmio, in termini di risorse di sistema operativo anche un buon vecchio 486 riesce senza dubbio a sopportare il carico di lavoro del sistema operativo, del word processor  e del browser grafico senza risentirne.

Quanto alla migrazione completa sarebbe necessario necessario fare uno scrupoloso esame di tutte le procedure, valutarne l’impatto sul sistema generale, la loro capacità di interfacciarsi con le altre procedure e solo allora, se si giunge ad una percentuale dell’ ottanta % complessivo, vi è una possibilità di migrazione .

Due ultime considerazioni, la valutazione andrà fatta anche per i contratti di assistenza del software, che in  teoria, dovrebbe essere di proprietà dell’amministrazione e che vengono ricaricati mediamente del 60% a causa dei cronici ritardi nei pagamenti della pubblica amministrazione e verso i quali l’amministrazione potrebbe chiedere il porting (cioè  attuare delle modifiche al software per renderlo compatibile con una piattaforma Open Source) delle procedure a costo zero.

Bene ringrazio tutti dell’attenzione, e aspettiamo il vostro contributo.

Per visitare il sito di Corvatta clicca qui

Annunci

One thought on ““Banco della competenza” la nuova iniziativa della lista UNITI PER CAMBIARE

  1. Prima di tutto grazie per lo spazio al CSC e a pasquale per la cortese collaborazione.
    Volevo chiedere a tutti i lettori del CSC, di fornire la loro opinione e/o contributo a questa iniziativa, le varie idee e proposte diverranno parte integrante del ns. programma, ma queste idee e competenze per Civitanova saranno a disposizione di tutti quelli che le vorranno condividere. Nel panorama cittadino ci sono sicuramente l’intelligenza e le capacità per farlo. C’è bisogno di non avere preconcetti e di un pensiero rivolto alla città.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...